Trova le differenze

E’ una mite notte d’estate, anche se purtroppo è il 6 agosto: una data che segna uno spartiacque, l’ennesimo, che rende sempre più evidente la discriminazione e la divisione tra le persone.

Si assiste a un festival estivo gratuito marchigiano che accoglie, ogni anno, migliaia e migliaia di persone. Sul palco, in posizione centrale alla piazza, una band americana suona e intrattiene il pubblico.

Al di là delle transenne: coloro che secondo il dictat han fatto il “loro dovere per la collettività”.

Al di qua: i disubbidienti. O, in altre parole, i discriminati.

Una signora entusiasta, vestita a tema per la serata swing, è pronta a ballare e fà per varcare le transenne. D’altronde l’evento è gratuito e all’aperto.

Un ragazzo dello staff la ferma con gentilezza: “green pass?”.

La signora risponde: “Osservate cosa state facendo realmente: state dividendo le persone; chi sta dentro e chi sta fuori. È illegale: nessun cittadino può essere discriminato. E poi siamo all’aperto. Cosa cambia davvero dividerci? Credete che li dentro non ci sia il contagio? Oramai lo sappiamo tutti: al momento nulla può bloccare il contagio. Semmai, quello che cambia è che: chi sta fuori è più facile che si assembri dove ci sono le transenne, per riuscire a vedere lo spettacolo. Ma davvero crediamo di risolvere qualcosa facendo così?”.

Nell’immaginario delle persone continuano a crescere le divisioni tra zone bianche e zone gialle, cosa si può e non si può fare, i buoni e i cattivi, ..i perimetri delineati da scelte private messe alla mercé di tutti; immersi in una mancanza di certezze che viene coperta da una massiccia azione propagandistica che neutralizza prontamente l’evidenza di scenari che non soddisfano affatto quello che si vorrebbe far credere.

A fine concerto, il presentatore ricorda: “Non si può ballare, E’ PROIBITO PER LEGGE. NON E’ PER IL FESTIVAL. NON SIAMO NOI”. Pronuncia queste parole con pacata gentilezza, ma il perimetro green si svuota immediatamente. La gente se ne va, con pacata rassegnazione, mentre alle loro spalle, sul mega schermo, sono proiettate le immagini dei festival passati, con tanto di colori, calore, danze e gioiosa libertà.

Ora sul palco, senza pubblico di fronte, è il momento del dj set. Che desolazione: una musica che nessuno può ballare. Sotto le note di un lieto e movimentato swing, si osserva il blocco dei corpi ammutoliti, nell’espressione e nei movimenti. Un festival pieno di colori che contrasta con la sbiadita pacatezza, con la placidità e l’accondiscendenza tipica del 2021.

Ecco una fotografia della prima serata della “discriminazione evidente” e della “libertà comprata”. Come sonnambuli si assiste e si passeggia in questo scenario surreale che è appena cominciato.

E anche questo abbiam permesso; anche da qui sarà dura fare marcia indietro. Ma non impossibile.

La coscienza è oltre i recinti. E noi non siamo greggi.

Elisa Molino – Psicologi per le Libere Scelte e la Deontologia

Una opinione su "Trova le differenze"

  1. Ciao Grazia, A questo punto credo che, lungi dal poter recuperare chi ormai si è perso, il compito più urgente sia quello di mantenere lucida la nostra coscienza, attaccata giorno e notte su più fronti…

    Pre quanto riguarda il nostro di concerto, ho parlato con Pablo che viaggia sicuramente su un’altro meridiano e forse anche un’altra latitudine, per cui prende le cose con tempi e modalità molto ‘rilassate’ 🙂 Ad ogni modo sentirà l’assessore dopo ferragosto; io gli ho segnalato la mia contrarietà a fare un concerto con lasciapassare e selezione sanitaria sia per gli artisti che per il pubblico e lui mi ha proposto, in alternativa, di registrare online la nostra esecuzione. In questo modo almeno potremmo preservare il nostro lavoro: anche se ovviamente è un compromesso che in altri tempi mi avrebbe fatto rabbrividire, oggi mi permettere dopo tutto di fare un sospiro di sollievo.

    Buona estate e a presto, Marco

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